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Lunedì, 6 Settembre 2004

PORDENONE PEDALA
Iraq e Ossezia, la pedalata si ferma
Prima della partenza il vescovo ha ricordato i massacri ai cinquemila cicloturisti
 
Pordenone

Ancora una volta la Pordenone Pedala ha avuto pieno successo sia di partecipazione sia di a livello organizzativo. La sosta di metà percorso, a Pravisdomini, si è rivelata (come da previsioni) azzeccata. Non per niente "patron" Demetrio Moras ha fatto "stazionare" per la quarta volta, in trentadue edizioni, i cinquemila cicloturisti nel centro della "Bassa" Pordenonese.

Al momento del via da piazzale Risorgimento è stato particolarmente sentito il momento di raccoglimento, voluto dal vescovo della diocesi, monsignor Ovidio Poletto, prima della benedizione apostolica, dedicato al massacro dei bambini di Ossezia in Russia, ai tanti morti dell'Iraq e alle guerre che in questo momento stanno affliggendo tanti innocenti, affinchè la pace possa ritornare quanto prima sovrana nel mondo.

La splendida giornata di sole ha, come sempre, accompagnato la gita che ha portato i partecipanti a Pravisdomini, dopo 22 chilometri attraverso Corva, Cinque strade, Azzano Decimo e Chions. A fare gli onori di casa, in via Roma, ci ha pensato il sindaco Graziano Campaner che ha comunque partecipato con la sua bicicletta alla scampagnata prendendo esempio dal primo cittadino pordenonese Sergio Bolzonello ormai da anni presente a questa manifestazione. «Le ultime edizioni - ha ricordato il sindaco - le ho fatte da sindaco, ma ho cominciato con le prime quand'ero ragazzino».

Il collega Campaner, in questo frangente, ha voluto focalizzare l'appuntamento sulle antichissime origini di Pravisdomini e soprattutto sul Borgo medioevale di Panigai dove ancor oggi vivono nelle due ville i successori della nobile famiglia che ebbe l'investitura feudale nel 1219. Il castello sul Sile (ora ci sono solamente alcuni resti) fu eretto come difensiva del Patriarcato di Aquileia in lotta con i trevigiani. Il primitivo castello venne distrutto dai turchi nel 1499 e di esso rimangono poche tracce nei sotterranei del Palazzo rosso (sede di un ramo della famiglia divisasi nel 1500).

I "cinquemila" hanno potuto ammirare il borgo solamente di sfuggita, ma il sindaco Campaner è convinto che molti, affascinati dalla bellezza del sito ritornino, magari con più disponibilità di tempo, per conoscere un pezzo di storia delle nostre genti.

Il rientro a Pordenone nell'ormai classico "teatro" di parco Galvani è avvenuto con ordine attraverso Villacriccola, Fagnigola, le Fratte, Tiezzo, Cinque Strade e Corva. All'arrivo, dopo 42 chilometri, tutti hanno potuto gustare la pastasciutta grazie alle cucine da campo della 132. Brigata Ariete.

Gli uomini della brigata cittadina non solo si sono prodigati per rifocillare i ciclotursti, ma hanno voluto partecipare alla gita con 132 militari della corazzata. Da evidenziare che lungo il percorso molta gente ha applaudito il passaggio del gruppo dell'Ariete, a riprova della riconoscenza tributata a questi soldati che hanno lottato contro il terrorismo con lo scopo di riportare la pace nelle zone più calde dell'emisfero. Alla pedala ta ha partecipato anche il generale Gian Marco Chiarini, comandante della 132. Brigata Ariete rientrato dall'Iraq nelle settimane scorse.

Gradita dalle migliaia di ciclisti sparsi per il parco anche l'inedita esibizione dei ballerini dell'Art School di Pordenone. Una vera festa popolare, che anche quest'anno, ha fatto centro. La meta della cicloturistica per l'edizione numero 33, in programma nel 2005, sarà Brugnera. Gli appassionati del pedale faranno tappa nella "patria" dei mobilieri per la settima volta.

Nazzareno Loreti

 

 
 
 


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