| Pordenone
Ancora una volta la
Pordenone Pedala ha avuto pieno successo sia di
partecipazione sia di a livello organizzativo. La sosta di
metà percorso, a Pravisdomini, si è rivelata (come da
previsioni) azzeccata. Non per niente "patron"
Demetrio Moras ha fatto "stazionare" per la quarta
volta, in trentadue edizioni, i cinquemila cicloturisti nel
centro della "Bassa" Pordenonese.
Al momento del via da
piazzale Risorgimento è stato particolarmente sentito il
momento di raccoglimento, voluto dal vescovo della diocesi,
monsignor Ovidio Poletto, prima della benedizione
apostolica, dedicato al massacro dei bambini di Ossezia in
Russia, ai tanti morti dell'Iraq e alle guerre che in questo
momento stanno affliggendo tanti innocenti, affinchè la
pace possa ritornare quanto prima sovrana nel mondo.
La splendida giornata di
sole ha, come sempre, accompagnato la gita che ha portato i
partecipanti a Pravisdomini, dopo 22 chilometri attraverso
Corva, Cinque strade, Azzano Decimo e Chions. A fare gli
onori di casa, in via Roma, ci ha pensato il sindaco
Graziano Campaner che ha comunque partecipato con la sua
bicicletta alla scampagnata prendendo esempio dal primo
cittadino pordenonese Sergio Bolzonello ormai da anni
presente a questa manifestazione. «Le ultime edizioni - ha
ricordato il sindaco - le ho fatte da sindaco, ma ho
cominciato con le prime quand'ero ragazzino».
Il collega Campaner, in
questo frangente, ha voluto focalizzare l'appuntamento sulle
antichissime origini di Pravisdomini e soprattutto sul Borgo
medioevale di Panigai dove ancor oggi vivono nelle due ville
i successori della nobile famiglia che ebbe l'investitura
feudale nel 1219. Il castello sul Sile (ora ci sono
solamente alcuni resti) fu eretto come difensiva del
Patriarcato di Aquileia in lotta con i trevigiani. Il
primitivo castello venne distrutto dai turchi nel 1499 e di
esso rimangono poche tracce nei sotterranei del Palazzo
rosso (sede di un ramo della famiglia divisasi nel 1500).
I "cinquemila"
hanno potuto ammirare il borgo solamente di sfuggita, ma il
sindaco Campaner è convinto che molti, affascinati dalla
bellezza del sito ritornino, magari con più disponibilità
di tempo, per conoscere un pezzo di storia delle nostre
genti.
Il rientro a Pordenone
nell'ormai classico "teatro" di parco Galvani è
avvenuto con ordine attraverso Villacriccola, Fagnigola, le
Fratte, Tiezzo, Cinque Strade e Corva. All'arrivo, dopo 42
chilometri, tutti hanno potuto gustare la pastasciutta
grazie alle cucine da campo della 132. Brigata Ariete.
Gli uomini della brigata
cittadina non solo si sono prodigati per rifocillare i
ciclotursti, ma hanno voluto partecipare alla gita con 132
militari della corazzata. Da evidenziare che lungo il
percorso molta gente ha applaudito il passaggio del gruppo
dell'Ariete, a riprova della riconoscenza tributata a questi
soldati che hanno lottato contro il terrorismo con lo scopo
di riportare la pace nelle zone più calde dell'emisfero.
Alla pedala ta ha partecipato anche il generale Gian Marco
Chiarini, comandante della 132. Brigata Ariete rientrato
dall'Iraq nelle settimane scorse.
Gradita dalle migliaia di
ciclisti sparsi per il parco anche l'inedita esibizione dei
ballerini dell'Art School di Pordenone. Una vera festa
popolare, che anche quest'anno, ha fatto centro. La meta
della cicloturistica per l'edizione numero 33, in programma
nel 2005, sarà Brugnera. Gli appassionati del pedale
faranno tappa nella "patria" dei mobilieri per la
settima volta.
Nazzareno Loreti
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