|
A dispetto di bizzarri, quanto ingegnosi,
veicoli a due ruote, che hanno dominato le passate edizioni
della Pordenone Pedala , a fare da passerella lungo le strade
della nostra provincia è stata la semplicità:
la vera originalità di quest'anno. Ecco, allora,
sbucare di tanto in tanto, tra i più di cinque mila
corridori in tenuta sportiva, gli atleti più inaspettati,
ignari compagni di questo ritorno alla natura. Con espressione
tra lo stupito e il soddisfatto alcuni fedeli amici dell'uomo
hanno viaggiato in compagnia dei padroni, sfoggiando orgogliosi
il loro numero o accoccolandosi in cestini dotati di ogni
comfort. C'era anche chi ha preferito lasciare Fido a casa
e si è accontentato di animali di peluche con cui
addobbare la propria bici.
E che fosse un altro subliminale invito al rispetto dell'ambiente
quel simpatico cane di pezza seduto sul bidone della spazzatura
ambulante che T-shirt gialle della Snua hanno fatto da apri
pista al loro gruppo? Anche la musica è sembrata
diversa quest'anno. A tacitare di tanto in tanto i tradizionali
campanelli e trombette c'era il muggito divertente di una
insospettabile bicicletta. Chi, invece, ha preferito dareforfait-
e a buon diritto - è stato il cellulare, saggiamente
silenziato cammin facendo, salvo ricomparire a traguardo
raggiunto. In fatto di simpatia, poi, non sono mancati neppure
gliaficionadosdel classico, come quel giovane di prete vestito
con tanto di pagano crocefisso, scarpe da ginnastica e sigaretta
in bocca.
Ma nella sfida dei chilometri non si è
tirata indietro neppure la sportività, più
sobria, dei vari Sergio Bolzonello, Riccardo Del Pup ed
Elio De Anna o dei molti emigranti che hanno avuto, nella
storica pedala ta, un'occasione piacevolmente insolita per
ripercorrere in bicicletta la loro terra natale.
Milena Bidinost
|