La proposta
di Manlio Contento:
«Tra un anno tappa alla base Usaf»
Le cucine da campo dei militari hanno iniziato a funzionare
dalla mattina presto per sfornare centinaia di piatti di
pasta fumante. Non potevano sperare di trovare di meglio le
migliaia di partecipanti alla trentesima “Pordenone
Pedala” dopo essere passati sotto lo striscione
dall’arrivo al parco Galvani. Avuto di che sfamarsi e
dissetarsi si sono accovacciati in mezzo al prato,
attendendo le premiazioni. Sul palco hanno ricevuto coppe,
targhe e fiori innanzitutto i gruppi più numerosi. Quello
che ha portato più persone alla manifestazione è stato il
“Circolo Anziani del Lavoro Electrolux Zanussi”, che ha
iscritto 750 corridori. Secondo posto per “il Tulipano”,
con 550 ciclisti. Terzo per il gruppo di Villanova composto
da 250 partenti. Il ciclista più anziano invece è stato
Gino Casselli, classe 1912, di Arzene. La ciclista Bianca
Senaglia, nata nel 1919 e residente a Pordenone. Avvincente
la sfida per la bicicletta più caratteristica. Una vera
gara di ingegno e fantasia, che ha premiato i più audaci
inventori. Fra loro due ragazzi che hanno unito un paio di
biciclette per traportare grandi casse musicali, con cui
hanno diffuso nel parco note da discoteca a tutto volume. «Abbiamo
lavorato di notte per una settimana», ha detto Eric
Zanardo, artefice insieme a Matteo Bianchettin del singolare
velocipede. Gli altri premi sono andati alla “Volante
d’epoca”, al ciclo speciale “Bar Carmen” e alla
“Graziella wrc”. Reginette della festa si sono
confermate Livia Redolfi, miss “Pordenone Pedala” e
Francesca Casarotto, miss Tulipano. Ma mentre la
manifestazione stava ottenendo il suo consueto successo,
c’era già chi sfornava innovative idee per quella del
2003. Seduto a un tavolo di un caffè insieme
all’organizzatore Demetrio Moras, il sottosegretario
Manlio Contento ha lanciato la sua idea. «Nell’edizione
dell’anno prossimo - ha detto - potremo fare in modo che i
corridori passino attraverso la base di Aviano. Si potrebbe
organizzare in concomitanza con l’anniversario dell’11
settembre. Naturalmente andranno garantiti la sicurezza e il
controllo». Il patron della corsa Moras ha colto al volo la
proposta. «Potremo collegarla a un significativo gesto in
memoria di padre Marco d’Aviano e di valorizzazione delle
arti e dei mestieri della Pedemontana». Anche l’onorevole
Antonio Di Bisceglie è sembrato d’accordo, salvo «rispettare
i valori della pace», ha commentato. Se è vero che le
iniziative più fortunate spesso nascono al bar lo si saprà
il prossimo anno.
A.S.
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