1981 - Da un campanile all'altroL'Italia è terra di navigatori e di poeti, ma anche di campanili. Ve ne sono a migliaia, praticamente in ogni sito abitato, di ogni forma e stile, in cemento armato o in mattoni, non soltanto simboli di fede, ma custodi della civiltà del nostro popolo. Nella provincia di Pordenone, ve ne sono di bellissimi: lo hanno potuto constatare i partecipanti alla nona edizione, che ne ha proposto un significativo campione. La partenza da Pordenone è avvenuta all'ombra di quelli di San Marco (costruito fino alla cella campanaria nel marzo 1347 e completato più tardi con una cuspide ottagonale e alto m. 79.47) e di San Giorgio (iniziato nel 1852, una colonna circolare in pietra bianca, sormontata dalla statua del santo, dapprima in legno e ora con ossatura interna in ferro, rivestita in rame).
La partenza della IX edizione da piazzale XX Settembre. La comitiva ha potuto quindi ammirare in rapida successione, i campanili di Porcia (iniziato nel 1488 e tuttora incompleto alla cella a un'altezza di 44 metri), di Palse (che risale al 1929), di Tamai (in cemento armato, inaugurato nel 1964), di Prato di Sotto (a vela, con edifìcio rettangolare in cotto risalente al 13" secolo); di Prata centro, costruito nel 1320; di Visinale, del 18° secolo, alto 25 metri. E ancora, alla periferia di Pasiano, un campanile romanico, poco visibile, che risale al 14° secolo; quello di Barco (una torre pendente con baricentro spostato di 63 cm, distrutto durante l'invasione dei Turchi e ricostruito nel 1488); quello di Chions, rinnovato alla fine del 1700; quello di Azzano Decimo (inaugurato nel 1921, alto ben 75 metri), quello di Corva, distrutto insieme alla chiesa nel 1754 dal Meduna in piena, e ricostruito negli anni 1939-41. L'organizzazione del ristoro a Frattina è stata particolarmente impegnativa dal momento che è stato necessario - per consentire una più agevole uscita dal parco - costruire un ponte con ossatura metallica e tavolame. Hanno contribuito alla realizzazione la Ditta Cimolai e i Fratelli Battistella su progetto dell'ing. Gilberto Gasparini. La collaborazione del Comune di Pravisdomini e la disponibilità del conte Carlo della Frattina si sono rivelate, nella circostanza, decisive.
Si procede alla costruzione del ponte che ha reso possibile l'agevole uscita da villa Frattina dei cicloturisti dopo il ristoro al Circolo Ippico e nel parco. Piccoli contrattempi e qualche disfunzione - normali in una manifestazione di tali dimensioni, sono stati evidenziati, stavolta, con troppa enfasi da qualche cronista, al quale ha risposto pacatamente com'è nel suo stile, "patron" Moras, mentre il responsabile del servizio medico doti. Luigi Populin ha illustrato la dotazione dei dieci medici al seguito della "pedalata" su altrettante automobili C.B. dislocate a un chilometro di distanza una dall'altra e nella quale viaggiano anche un pioniere della Cri e un tecnico C.B., che garantiscono il collegamento radio e la possibilità di un tempestivo intervento in caso di necessità. Non basta: al seguito c'è anche un'ambulanza della Croce Rossa e, in casi di emergenza, la possibilità di far intervenire un elicottero da Casarsa per il trasporto in Ospedale di eventuali infortunati. Osserva il dottar Populin: "Per una manifestazione non competitiva com'è la "Pordenone pedala" mi pare che l'equipe medica, così com'è, possa essere sufficiente; comunque essa cercherà di migliorarsi ancora in avvenire". Detto fatto: constatata l'opportunità che i Pionieri della Cri siano muniti di una propria autolettiga, il Comitato si è fatto promotore di una sottoscrizione per l'acquisto del mezzo. A conferma che i suggerimenti e i buoni consigli sono sempre graditi da persone capaci di cogliere anche nella critica quella parte di verità che essa contiene e, conseguentemente, di accettarla con animo sereno. |
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Il dott. Luigi Populin, capo dell'equipe medica, impegnato nel soccorso di un cicloamatore infortunato. |
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