L'ABC DELLA PORDENONE PEDALA

 

A come

ALPINI

Potevano mancare gli alpini alla "Pordenone pedala"? Giammai, e infatti quelli in armi, inqua­drati nella brigata "Cadore", hanno mandato la loro Fanfara, compensata durante e alla fine della sua esibizione da entusiastici applausi.

Quelli in congedo, oltre a partecipare individualmente alla cicloturtstica, con i Gruppi di Aviano, Giais e Morsure hanno contribuito per alcune edizioni con i militari della brigata "Ariete" alla confezione della pastasciutta.

ARUOTALIBERA

Che la "Pordenone pedala" abbia contribuito al "ritorno alla bicicletta", come auspica il suo motto e alla diffusione del cicloturismo, è scontato. Una dimostrazione concreta è data dall'associa­zione Aruotalibera, sorta qualche anno fa e aderente alla Federazione Amici della bicicletta. Lo scopo del sodalizio: far riconoscere alla bicicletta piena dignità come mezzo di trasporto, adatto agli spostamenti quotidiani e a un turismo "senza sensi di colpa".

Fra le iniziative più singolari la formula "treno più bici", che ha riscosso curiosità e interesse fra i sempre più numerosi cicloturisti pordenonesi.

ASSICURAZIONI DAL CIN

II Comitato Organizzatore fin dalla prima edizione si è preoccupato di offrire a tutti i parteci­panti alla manifestazione un'assicurazione contro gli infortuni: un atto doveroso che comporta un onere, cui ha fatto fronte con la serena coscienza di nulla aver tralasciato in termini di sicurezza personale. Lo scrupolo ha suggerito di estendere l'assicurazione a tutte le persone coinvolte nell'orga­nizzazione, medici compresi.

Per assolvere a questo impegno, il Comitato si è affidato da sempre alla "Dal Cin Assicurazione", che ha offerto condizioni di particolare favore, in relazione agli scopi della "Pordenone pedala" e all'eccellente rapporto personale del titolare con gli organizzatori.

B come

BATTISTELLA GRAZIANO

Impresario edile di Sant'Andrea di Pasiano, prezioso animatore della manifestazione e attento economo tesoriere.

Ospita da sempre nella sua taverna gli incontri di lavoro del Comitato Organizzatore.

BIBITE

E' impossibile mettere in strada su un tracciato di 40-60 chilometri (inizialmente la distanza da percorrere era questa) gente non allenata alla fatica e, quindi, particolarmente esposta alla perdita di liquidi, senza gratificarla almeno di una bibita ristoratrice.

Gente che il ciclismo ha vissuto nella dimensione spinta qual'è quella agonistica, come Moras e una parte dei suoi collaboratori più stretti, non ha ignorato tale esigenza e ha agito di conseguen­za.

Il problema non era però rappresentato dalle bibite, quanto dal loro contenitore che doveva essere in grado, in caso di rottura, di non far del male a qualcuno e, insieme, facile da raccogliere, una volta usato.

Si è pensato subito al "pack" di cartone, allora non molto diffuso e, piuttosto costoso. Gli orga­nizzatori non hanno avuto incertezze: la da distribuire sarebbe stata in "pack".

Così è stato. Nelle primissime edizioni la bevanda è stata distribuita nei rifornimenti volanti e a fine manifestazione. Più tardi - insieme con il panino - al prosciutto o alla mortadella - è stata stabil­mente distribuita nelle soste ristoro di metà percorso, che hanno sostituito i rifornimenti in corsa.

Cola Cola, thè Lipton (fornito dalla Van Den Berg) e bevande Conad: queste le varietà stan­dard messe a disposizione dei pedalatori: un progressivo arricchimento frutto della "crescita" della manifestazione;

BUSTONE

Si tratta del sussidio che, sin dalle prime edizioni, viene consegnato ad ogni iscritto alla "Pordenone pedala", sempre più ricco di informazioni e di "gadgets".

Ritenuto un buon veicolo promozionale, è garantito da sponsors amici, che provvedono con la pubblicità a coprirne il costo. Ad imbustare il materiale provvede direttamente l'Organizzazione.

L'operazione - che richiede diverse serate di lavoro a più mani - viene svolta in ambienti (di norma le residenze) messi disposizione dagli stessi componenti del Comitato, che non disdegnano di farsi aiutare da mogli, figli e amici

C come

CANTANTI, CANTAUTORI, POETI.

Come non farsi ispirare da un serpentone di biciclette, che si snoda per chilometri, da 5000 per­sone di ogni età e condizione che pedalano allegramente, sollecitate da un legittimo desiderio di evasione dalla "routine" quotidiana, di vivere una domenica diversa?

Il soggetto è troppo ghiotto per non divenire versi e musica. Risultato: la "Pordenone pedala" ha le sue canzoni, un'infinità di poesie e perfino un poemetto.

Nei capitoli precedenti sono stati citati gli autori (non tutti) di questi simpatici "exploit" e qualche esempio delle loro fatiche. Per dire loro grazie, ne ripetiamo i nomi: Salvino De Cagna (musicista e intrattenitore), Benito Valeri (paroliere), Sampaolo (pittore e paroliere), Gianni De Muro e "Bibe" Tamai (poeti).

CARRARA GEN. SALVATORE

Ex comandante del Presidio Militare di Pordenone e della 132a brigata corazzata "Ariete", si è adoperato più volte, di persona, per fornire alla "Pordenone pedala" le cucine da campo, necessario per confezionare la pastasciutta, che viene poi distribuita al parco Galvani a tutti i reduci della manifestazione.

CAVALLI ALFREDO

72 anni, una vita in Venezuela e una moglie originaria di San Daniele, residente a Tenerife nelle Canarie. Appassionato cicloamatore, dal 1982 è presente a tutte le edizioni della "Pordenone pedala";

COLUCCI DOTT. GIUSEPPE

Ex Questore di Pordenone, un signore e un amico, che ha messo a disposizione della manife­stazione un elicottero, attrezzato per l'occasione;

COMUNI

Sono 32 i Comuni attraversati dalla "Pordenone pedala" nell'arco delle 24 edizioni sino ad ora svoltesi: 28 nella Provincia di Pordenone (Pordenone, Cordenons, San Quirino, Vivaro, Zoppala, Arzene, Budoia, San Giorgio della Richinvelda, Sequais, Montereale Valcellina, Aviano, Polcenigo, Caneva, Sacile, Valvasone, S. Martino al Tagliamento, Fontanafredda, Roveredo in Piano, Porcia, Prata, Brugnera, Pasiano, Azzano Decimo, Fiume Veneto, San Vito al Tagliamento, Chions, Pravisdomini, Cinto Caomaggiore, Sesto al Reghena) e 3 in quella di Venezia ( Portogruaro, Gruaro, CintoCaomaggiore), 1 in quella di Treviso (Portobuffole).

Doveroso segnalare il particolare appoggio - a livello di patrocinio, sostegno economico e disponibilità - dato alla manifestazione dai Comuni di Pordenone, Cordenons, Aviano, Caneva, Fontanafredda e Portobuffole. Occorre comuque dare a tutti atto della sollecitudine dimostrata da tutte le Amministrazioni degli Enti Locali.

A livello di istituzioni, va dato atto anche alla Provincia di Pordenone e alla Regione Friuli Venezia Giulia, nonché a Prefettura e Questura di Pordenone di aver guardato con attenzione e sim-

pcrtia alla manifestazione, conscie del positivo impatto, a livello di immagine, che essa ha nei con­fronti di migliala di persone.

COMINA

Un cippo ricorda 1'85° anniversario della prima scuola italiana di volo dell'Aviazione Civile Italiana, sorta nel 1910 nella brughiera della Comino, a nord di Pordenone.

Fausto Gubian, un appassionato cultore della storia dell'Arma Azzurra, ne ha inviato la foto.

Cippo che ricorda la prima scuola italiana dell'Aviazione Civile.

 

al Comitato Organizzatore per rammentare come i cicloturisti abbiano per due volte costeggiato il campo da cui si levavano e atterravano i veivoli, pilotati, fra gli altri, dal poeta Gabriele D'Annunzio.

CROCE ROSSA ITALIANA

E' tale la discrezione con la quale opera nel territorio questa istituzione che si rischia di non segnalarne la presenza e l'utilità.

La CRI, con i suoi pionieri, da un supporto prezioso al servizio di assistenza medica della "Pordenone pedala", affiancando i sanitari nel loro lavoro lungo il percorso e con due tende attrezza­te erette nella zona ristoro di metà percorso e al parco Galvani.

D come

DECALCOMANIA

Sin dalla prima edizione, gli organizzatori hanno curato la stampa di una decalcomania, promozionale della manifestazione. È sempre rimasta uguale nel tempo; unico cambiamento nel nume­ro dell'edizione e l'anno di svolgimento.

F come

FAVOT CARLO

E un appassionato di cicloturismo che possiamo definire "culturale". Dopo essersi documentato in loco sul patrimonio culturale, artistico e turistico della nostra Regione, del Veneto e d'Italia, ha scritto due libri intitolati: "Due ruote in libertà" in cui propone itinerari cicloturistici del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto e "Curiosando... in provincia di Pordenone", una guida alle attrattive, alle parti-colarità e agli aspetti nascosti del territorio". Ha scritto e scrive in riviste specializzate e tiene numero­se conferenze. Il tutto per promozionare il cicloturismo e l'utilizzo della bicicletta, strumento da lui definito ideale per una conoscenza dettagliata ed approfondita del territorio.

G come

GILDO MARCHI

Ossia il giornalista veterano fra i cronisti sportivi pordenonese. L'ultimo (dei molti) servizi da lui fatti alla "Pordenone pedala" la puntuale correzione delle bozze di questo volume. Nel suo impe­gno il giornalista, competente e appassionato, ma anche il vecchio maestro elementare, ancora in grado di bacchettare l'allievo che dimentica qualche doppia e per strada. Grazie di tutto, vecchio e buon Gildo!

GRAMM

Ditta bolzanina, tornitrice alla "Pordenone pedala" della bevanda Capri su contenitori pack.

I come

INTERNET

Poteva una manifestazione a livello internazionale come la "Pordenone pedala" non avere un sito in Interne!? No di certo. D'accordo: il sito c'è. L'ha messo a disposizione Massimo Moras. Il riferimento è: www.pordenonepedala.it.

L come

LATTE

II latte ha fatto presto la sua comparsa fra i partecipanti alla "pedalata". Non fosse che per darlo a bambini e ai ragazzi che, in gran numero - malgrado i 50 chilometri non siano una bazzecco-la - concludono la loro fatica. Che cosa meglio del latte per dissetarsi? Détto fatto: Al parco Galvani gli organizzatori ne distribuiscono, in un sol colpo, 5000 quarti di litro in "pack".,

La fornitura è stata assicurata nel tempo, attraverso Rinaldo Gasparotto, professionista nel settore e promotore dell'iniziativa, dalle ditte Ala Zignagno, Soligo e Ala Polenghi.

LIUT ELIA

Fiume Veneto, operoso centro della "cintura" industriale di Pordenone, attraversato più volte dalla cicloturtstica, ha un suo "eroe" pressoché sconosciuto. E Elia Liut. Questo il suo curriculum, cer­tamente poco noto. Nato a Fiume Veneto nel 1984, emigrò a dieci anni in Sud America, da cui rientrò per partecipare, in qualità di sergente maggiore pilota alla 1° guerra mondiale. Guadagnatesi la qualifica di "Maestro di acrobazia" a Centocelle, fu recordman mondiale di velocità per aerei terre­stri volando nel 1919 alla media di 274.220 chilometri. Nel 1920, trasvolò da "solitario" per la prima volta le Ande, da Guayaquil a Ouito. Sempre in Equador inaugurò di persona il servizio aereo postale di quel paese, che ha voluto ricordarlo con un francobollo che riproduce la sua effigie.

Il francobollo che ricorda il pioniere dell'aviazione Elia Liut,

 

 

 

M come

MEDAGLIE

Con quella di quest'anno sono 25 le medaglie celebrative delle altrettante edizioni della "Pordenone pedala". Il Comitato ha potuto puntualmente donarle ai cicloturisti grazie alla collaborazione dapprima di Umerto Padovan e successivamente di Franco Padovan e del cavaliere del lavo­ro Luigi Dall'Agnese.

Ne hanno predisposto i bozzetti Dante Turchetto, Mauro Chiaro! e Arsenio Scalambrin.

 

La medaglia d'argento, celebrativa del 20°

anniversario della manifestazione

MOTOSTAFFETTA

Imponente quanto ordinata, autorevole quanto rumorosa, la Motostaffetta Dall'Agnese, guidata dal cav. Mario Rezzin, dal 1973 apre il serpentone di cicloamatori impegnati sui tracciati della "Pordenone pedala".

Una presenza che da un ulteriore "tocco" di simpatia una manifestazione in cui dominano la creatività, il piacere di stare insieme, di divertirsi, di sorridere.Ma anche una presenza "d'ordine", perfettamente in linea con quella sorta di cintura di sicu­rezza di cui gli organizzatori dotano la carovana e di cui la motostaffetta costituisce la saldatura. Più che meritato un "bravo" per Mario Rezzin e i "suoi" centauri.

MORAS DEMETRIO

Chi non lo conosce alzi la mano. È senz'antro una delle persone più note (e stimate) di Pordenone e Provincia.

"Patron" indiscusso della "Pordenone pedala", ex pistard dilettante (considerato dai tecnici una promessa), stimato giudice nazionale della Federazione Ciclistica Italiana, animatore del football americano (ha portato i colori della società da lui fondata fino alla serie Al), allenatore di nume­rose squadre di calcio dilettantistiche della zona, fondatore e dirigente dell'Associazione  Paracadutisti di Pordenone e "para" egli stesso, presidente del Gruppo Astrofili Pordenonesi, che ha dotato di un osservatorio astronomico a Roveredo in Piano, titolare di una cartoleria, che gestisce con la moglie Paola Viali, riesce a trovare il tempo per assolvere al meglio queste impegnative atti­vità senza mai un cedimento, un segno di stanchezza, con una continuità e una tenacia che non ha eguali e un rapporto con il prossimo sempre improntato alla massima disponibilità.

N come

NUMERO DI MAGLIA

I partecipanti lo trovano, al momento dell'iscrizione, nel bustone insieme agli spilli necessari per appuntarlo sulla maglietta.

Li fornisce una ditta specializzata che provvede a stampigliare sul riquadro di tela, oltre al numero, il nome dello sponsor Moro

Oggi è tutto facile, ma, all'inizio, anche il numero di gara ha costituito per gli organizzatori un grattacapo.

Si trattava di acquistare la tela necessaria dapprima al Cotonificio Veneziano ( che nel 1982, in occasione del 140" anniversario della fondazione, l'ha fornita gratuitamente), quindi alla tessitura Merlini; di ritagliarla e di stampigliarvi sopra i numeri progressivi. Nel primo anno le matrici furono messe a disposizione dall'UMA (ufficio motori agricoli), successivamente dalla Tipografia di Lorenzo Trivelli (altro buon amico della "Pordenone pedala") e dall'Eliotecnica. Ivo Stocchi, con infinita pazienza si è accollato, per diversi anni, l'onere di portare a buon fine l'operazione. Una medaglia è il minimo che gli va riconosciuto, a fronte del tempo e della fatica che le è costata!

P come

PANINI

Immaginatevi quanto ci mettono cinquemila bocche affamate a farsi fuori un panino al pro­sciutto e alla mortadella. Se uno ha i denti buoni, in due minuti ne ha fatto pulizia; quelli che ne hanno di meno, cinque minuti. Proviamo a chiederci quanto tempo è occorso ( e occorre) per confe­zionarli e quante persone mobilitate.

Nessuno ha dato una risposta, non fosse per la difficoltà di fare il conteggio; tutti, però, debbo­no convenire che si tratta di un impegno notevole. Per il Comitato uno dei tanti, che comporta una manifestazione complessa come la "Pordenone pedala".

Inizialmente l'operazione è stata effettuata con la collaborazione del Supermercato della carne di Floreani, successivamente del negozio di alimentari di Vincenzo Ziile (CONAD). Il trasporto di panini e delle bibite fino al rifornimento volante prima e al posto ristoro poi è stato da personale della Moro Spa.

La scelta dell'insaccato (prosciutto cotto e mortadella) è sfata effettuata su consiglio di un medico dietista dei medici del Comitato organizzatore.

Al ristoro di metà percorso provvede da sempre (con competenza ed efficienza ammirevoli Gino Moras che si avvale di un affiatato "staff".

PASTASCIUTTA

Quello della pastasciutta è un grattacapo, che si rinnova ogni anno, nel senso che tutto resta legato alla disponibilità delle cucine da campo dell'Esercito, che, negli alti gradi locali viene favorita, ma passa sempre sotto le forche caudine di una ferrea burocrazia.

Per ottenere l'autorizzazione allo spostamento e all'utilizzo nel parco Galvani delle cucine si deve scomodare addirittura il Ministero della Difesa (sollecitato negli ultimi anni dai nostri parla­mentari: on. Gasparotto, on. Fiordelisa Cartelli, on. Di Bisceglie), per passare poi per i vari livelli gerarchici.

Per fortuna al Comando dell'"Ariete" di Pordenone, il Comitato Organizzatore della "Pordenone pedala" ha sempre trovato persone di squisita correttezza e simpatia ( il maresciallo Balducci, un pioniere dell'operazione cucine", i colonnelli Sebastiano, Chisari e Moscatelli, per citarne soltanto alcuni) e, più recentemente, l'impegno diretto dei generali Otti e Carrara.

Perché si è tanto insistito sul piatto di pastasciutta da distribuire ai reduci della "pedalata"? Per una ragione molto semplice: perché moltissimi partecipanti giungono da fuori Pordenone ed è impensabile lasciarli rientrare a casa con lo stomaco vuoto. E poi al Parco Galvani la manifestazione doveva trovare un coronamento all'insegna dello spettacolo, delle premiazioni, di un festoso arnve­derci. La pastasciuta dunque ci stava benissimo.

Si è pensato di appoggiarsi subito all'Esercito, ma anche agli Apini dell'ANA, che ha mobilita­to, nei primi tempi, i gruppi di Aviano Morsure e Giais. Successivamente i militari si sono abilmente arrangiati (alla distribuzione trovano l'aiuto delle consorti dei componenti del Comitato ). Due volte i militari sono mancati all'appuntamento: si è rimediato , al meglio, servendo riso e pasta conditi alla greca.

Oggi il posto di ristoro di parco Galvani funziona come un orologio sotto la guida dell'incarica­to Luigi Ziile, che si avvale della collaborazione di Vincenzo Ziile, Giovanni Morassut, Luigi Buttalo, Aldo Taiarioì, Ettore Cadamuro, Bruno Ninno, Rinaldo Gasparotto, Marco Marzio, Lino Tomasella e Angelo Cartel.

PERCORSI

II Comitato Organizzatore ha stilato, di anno in anno, i vari percorsi, cercando di coordinare le varie richieste con la disponibilità delle Amministrazioni Comunali, con i problemi di lunghezza e di altimetria.

Percorsi che hanno incontrato l'apprezzamento delle varie migliala di partecipanti. Per con­cludere una nota di rilievo: in tutti gli arrivi delle manifestazioni, sia in quelli intermedi (Gino Moras) che in quelli finali, (Luigi Ziilie) gli uomini dell'Organizzazione diretta da Demetrio Moras, hanno sempre preceduto alla pulizia delle zone invase dai ciclopedalatori lasciando tutto in perfetto ordine ed efficienza.

PREMI

Sin dalle prime edizioni, la "Pordenone pedala" si è caratterizzata per il gran numero di premi che il Comitato Organizzatore procura ogni anno, per consegnarli ai personaggi più disparati, scelti fra i cicloturisti, gli organizzatori, i sostenitori, le autorità.

Nelle ultime edizioni sono stati distribuiti 500 premi e riconoscimenti. I più ambiti: la medaglia d'argento del Presidente della Repubblica, le coppe del Parlamento Europeo e del Ministro della Difesa.

Ad un certo punto è stato giocoforza affidare la gestione della raccolta, dell'organizzazione dei sorteggi e delle giurie ad apposito personale. Il primo responsabile del "servizio" è stato il compianto cav. Olivo Cipolat.

R come

RINGRAZIAMENTI PARTICOLARI

Oltre al nutrito "staff" di collaboratori, alle Istituzioni e agli Enti patrocinatori, alle autorità, il Comitato ritiene di rivolgere un ringraziamento particolare alla famiglia Boranga, a Geltrude Giovanetti e ad Edy Stradiotto.

S come

SORTEGGIO

Dal 1988 al 1993 il Comitato Organizzatore ha messo in palio e sorteggiato fra tutti i parteci­panti 120 fiammanti biciclette. Nel 1996 ha sorteggiato 20 biciclette fra i gruppi con oltre 100 iscritti alla 24° edizione.

SCOPA

E quel servizio addetto al "recupero" di quei cicloturisti che, per qualsiasi motivo (cadute, fora­ture, stanchezza, ecc.) non riescono a portare a conclusione la "pedalata". Bisogna soccorerli, recu­perare le biciclette, caricarli su un mezzo e riportarli a Pordenone.

Vi provvede in modo impeccabile, non soltanto sul piano meramente tecnico, ma anche con un linguaggio adeguato alle diverse situazioni e circostanze (per lo più volto a consolare il "ritirato"), la "scopa". I mezzi cui si serve son ormai saliti a quattro e si sono rivelati tutti utili non tanto perché le rinunce siano in aumento, bensì perché il servizio è adesso all'altezza delle esigenze di una manife­stazione che riunisce ben 500 cicloturisti.

Andamento del numero di partecipanti alla Pordenone Pedala